L’Autostima e l’eco della vita

Mentre stavo facendo una “camminata” tra le varie storie registrate dentro il mio computer mi sono imbattuto in questa…: l’eco della vita e l’autostima.

Mi è particolarmente piaciuta e voglio condividerla con voi:

«Un giorno padre e figlio decidono di andare a fare una passeggiata nel bosco. A un certo punto, il bambino inciampa e cade. Il forte dolore lo fa gridare: “Ahhhiiii”. Con sua massima sorpresa, ode una voce tornare dalla montagna: “Ahhiiii!”. Pieno di curiosità, grida: “Chi sei?” – ma l’unica risposta che riceve è: “Chi sei?”. Il ricevere una domanda come risposta lo fa andare su tutte le furie e con quanto fiato ha in gola si mette ad urlare: “Sei solo un codardo!” – e dopo un secondo riceve per risposta dalla solita voce: “Sei solo un codardo!” Perplesso, guarda suo padre e gli chiede cosa stesse succedendo ed il padre disse: Sta a vedere, figliolo!”, e urlando verso la montagna pronuncia: “Ti voglio bene!” – e la voce gli risponde: “Ti voglio bene!”. Poi urla “Sei fantastico!” – e la voce risponde: “Sei fantastico!” Il bambino era sorpreso, ma ancora non riusciva a capire cosa stesse succedendo. Così suo padre gli spiegò: “La gente lo chiama “eco”, ma in verità si tratta della vita stessa. La vita ti ridà quasi sempre ciò che tu le dai: è uno specchio delle tue proprie azioni. Vuoi amore? Dalle amore! Vuoi più gentilezza? Dalle più gentilezza. Vuoi comprensione e rispetto? Offrili tu stesso. Se desideri che la gente sia paziente e rispettosa nei tuoi confronti, sii tu per primo paziente e rispettoso. Ricorda, figlio mio: questa legge di natura si applica a ogni aspetto delle nostre vite”.

Nel bene e nel male, si riceve ciò che si dà: “Ciò che ci accade non sono buona o cattiva sorte, bensì lo specchio delle nostre azioni.”» 

Questo racconto mi ha fatto venire in mente l’autostima perché specchiandoci e rispecchiandoci nello specchio della vita possiamo andare a determinare la nostra “auto stima” intesa come quel processo, totalmente fondato su auto percezioni soggettive, grazie al quale ci definiamo e ci valutiamo producendo per risposta un apprezzamento più o meno equilibrato di noi stessi.

Con il termine “stima” siamo soliti definire o la valutazione del valore che si dà ad un oggetto oppure l’opinione che ci facciamo di una persona.

L’autostima si forma sin dai primi anni di vita e a condizionarla fortemente ci sono gli elementi cognitivi ovvero il bagaglio di conoscenze che elaboriamo durante il nostro vivere, elementi affettivi che vanno ad influenzare la nostra sensibilità nel provare e ricevere sentimenti ed infine elementi sociali intesi come quell’insieme di caratteristiche (culturali, economiche, religiose, scolastiche, territoriali . . .) che possono determinare l’appartenenza ad un gruppo sociale piuttosto che ad un altro. All’interno di questo gruppo si instaura un circolo vizioso o virtuoso di influenzamento reciproco, noi lo influenziamo e ne siamo contemporaneamente influenzati

L’autostima ha la caratteristica fondamentale di essere una percezione prettamente soggettiva e, in quanto tale, non stabile nel tempo ma dinamica e mutevole.

Il senso di autostima deriva principalmente dall’ interpretazione che interiorizziamo e rielaboriamo a seguito delle relazioni che instauriamo sia con noi stessi, mediante il dialogo interno, sia con le altre persone che incontriamo nella nostra vita. Ecco perché le persone influenzano in continuazione il loro senso di autostima e sono influenzate da esso. Prima di salutarvi e rimandarvi alla seconda parte di questo articolo voglio augurarvi una buona giornata con una frase semplice è significativa detta dalla scrittrice Anaïs Nin:

“Non vediamo le cose per come sono ma per come siamo.” 

 

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